The Circles of Hell – Limbo & Lust
I gironi dell’inferno – Limbo & Lussuria

The Circles of Hell – Limbo & Lust

This is not the right attitude, surely.

I am an extreme optimist: I really do believe this is a temporary condition, just like Dante’s trip through Hell. At the time I was wondering who my Virgil would be and whether the Fire&IceUltra2017 really represented my salvation. I have solved the first conundrum – I introduced Riccardo Marini of Total Training in a previous post – but definitely not the second.

The analogy is so fitting: the first race of my salvation journey took place on the first weekend of December 2016, when, indeed, I found myself midway in the journey of my life, in a dark wood, having lost the right way. This may well be an apt description of someone breathlessly running at full speed in a local cross-country race.

Well, maybe I should define a few terms:

Running: I am certain it didn’t look like running to the expert (and amateur) eye…maybe it was bumbling – yes it was bumbling.

Full speed: I was last; not quite, but close. Still, I was bumbling at the top of my capabilities, which also involved a  noisy version of breathing (or rather lack of).

Well, this seeming debacle marked the official start of my training (journey to salvation?) and I was pretty chuffed about my fourth to last place in the category! The course was all of 5.8 km and it took me 35 minutes to complete it. The stage of this tale was a nearby dark wood: la Selva di Gallignano. It was super intimidating: all the fast guys ‘n gals from the area had entered and were kind of amused by these people (myself and my “possy”)  that rather than pelting full speed around the course to warm up, took themselves on a leisurely wander!

Having found an appropriate bush to attend to last minute business (you’d have thought I was just about to start the long stage of the Marathon des Sables), I started at the back of the pack with a couple of like-minded friends: we were so intent in our conversation that we hardly heard the starting horn, to the amusement of the organising committee. Realization had us “sprinting off” into the darkness of the bush soon to find out bumbling off road is way different from the usual road- or track-running! The ladies race consisted of two (never-ending) laps, while the men had an extra circle to do. Just like in Dante’s tale, on the first lap I was like an unbaptised virtuous Pagan who chose human virtue over Christ, with little understanding of the choice I had made and a lack of hope for something greater! I thought I was going to die: the lesson I learned here was on the importance of warming up properly!

The end of the first lap was marked by a long downhill stretch that allowed one to enter the second circle at “full speed”, only to find oneself, at the first hill, struggling against the violent storms of fatigue, akin to the lustful. At one point, three quarters of the way around, I thought my legs would actually stop moving! Luckily the downhill stretch was there again and then it was all over. In a moment of distraction I felt very proud to be arriving at the same time as some of the men – hang on, no, they had done an extra lap!!

Well, despite it all, I thoroughly enjoyed the experience (and the bottle of wine I received in my race pack) and have been working through the subsequent circles – bring on Gluttony, Greed, Anger, Heresy, Violence, Fraud and, why not, Treachery too – with enthusiasm and endless difficulties. More to come soon.

I gironi dell’inferno – Limbo & Lussuria

Questo non è l’atteggiamento giusto, sicuramente.

Io sono l’estrema ottimista e credo fermamente che questa sia una condizione temporanea, proprio come il viaggio di Dante attraverso l’Inferno. Al tempo mi domandavo chi sarebbe stato il mio Virgilio e se la Fire&IceUltra2017 davvero rappresentasse la mia salvezza. Il primo rompicapo l’ho risolto – Riccardo Marini di Total Training – ma il secondo no sicuro.

L’analogia è così calzante: la prima gara del mio viaggio di salvezza ha avuto luogo il primo fine settimana di dicembre 2016, quando mi son trovata davvero “nel mezzo del cammin di nostra vita per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”. Questa è infatti una descrizione appropriata di una persona che si corre affannosamente a massima velocità in una gara campestre locale. Beh, forse dovrei definire alcuni termini:

Correre: non sono certa che la suddetta attività potesse essere classificata come “corsa” dall’occhio esperto (ma anche da quello profano)… era più un incespicare – bumbling!

Massima velocità: sono arrivata ultima, o quasi.

Terminologia a parte, stavo incespicando al massimo delle mie capacità, attività che comportava anche una versione molto rumorosa dell’atto di respirare, o meglio, della mancanza dello stesso.

Beh, questa apparente debacle ha segnato l’inizio del mio allenamento (viaggio verso la salvezza?) ed ero super fiera del mio quart’ultimo posto nella categoria!

La gara copriva un gran totale di 5.8 km che ho percorso il 35 minuti. Il teatro di questa impresa era davvero una selva oscura: la Selva di Gallignano. La situazione incuteva particolare soggezione: erano presenti tutti i più forti della zona che sembravano molto divertiti da queste persone (le mie compagnucce ed io) che come riscaldamento avevano optato per una rilassata passeggiata anziché scatenarsi ad alta velocità sul percorso.

Avendo trovato un ameno cespuglio per sbrigare gli affari dell’ultimo minuto (il disattento avrebbe potuto pensare che stessi per partire per la tappa lunga della Marathon des Sables), sono partita nelle retrovie con un paio di amiche: eravamo così prese dalle nostre chiacchiere che, con grande divertimento degli organizzatori, non ci siamo nemmeno accorte del fischio di partenza. La realizzazione ci ha viste scattare nell’oscurità per accorgerci, molto presto, che correre fuori strada è molto diverso dall’asfalto o la pista, alle quali ero oramai abituata! La gara femminile consisteva di due (infiniti) giri, mentre gli uomini avevano un girone in più. Come nella novella di Dante, durante il primo giro ero come un virtuoso pagano senza battesimo che ha scelto la virtù umana su Cristo, con poca comprensione della scelta effettuata ed una mancanza di speranza per qualcosa di più nobile. Pensavo di morire: la lezione imparata riguarda l’importanza del riscaldamento!

La fine del primo giro era scandita da una lunga discesa che permetteva l’entrata nel secondo girone ad elevate velocità, solo per ritrovarsi a combattere, alla prima collina, contro violente bufere di fatica, un po’ come i lussuriosi. Ad un certo punto, a tre quarti del secondo giro, pensavo che le mie gambe avrebbero smesso di funzionare! Fortunatamente, in men che non si dica, è riapparsa la discesa e da lì il traguardo. In un momento di distrazione mi son sentita molto fiera di essere arrivata allo stesso tempo di alcuni uomini – no aspetta però: loro avevano un giro in più da fare!

Beh, nonostante tutto, mi sono divertita un sacco (e mi son gustata la bottiglia di vino rosso in premio)! Da allora sto passando attraverso i gironi successivi – con entusiasmo e non poche difficoltà.

 

photo credit: http://www.ortobotanico.univpm.it/SelvaGallignano

One thought on “The Circles of Hell – Limbo & Lust
I gironi dell’inferno – Limbo & Lussuria

  • May 12, 2017 at 4:11 am
    Permalink

    Betuuuuu
    Mi piace davvero come scrivi…keep on running!
    Waiting for MORE!

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